Dall'America's Cup alla Fondazione Napoli World Yachting

Rivivi nel video le giornate di Palazzo Donn’Anna e scopri il progetto per fare del Golfo di Napoli un riferimento mondiale del superyachting.


Tra il 24 e il 27 settembre GA-Alliance ha accolto clienti, istituzioni, armatori, imprese e investitori a Palazzo Donn’Anna. Dal nostro Palco Reale sul Golfo abbiamo seguito le regate preliminari della 38ª America’s Cup. Sono state giornate di sport e di relazioni, ma anche di riflessione su ciò che questo appuntamento può lasciare a Napoli.

Dall’America’s Cup alla Fondazione Napoli World Yachting

L’evento non è il progetto: è il catalizzatore

Tra il 22 maggio e il 19 luglio 2027 il Golfo ospiterà 59 giorni di regate. Per il 2029 c’è l’obiettivo dichiarato di accogliere anche l’edizione successiva. Napoli ha davanti una sequenza di eventi, non un appuntamento isolato.

Le stime ufficiali indicano un impatto economico di circa 690 milioni di euro nel breve periodo, destinato a superare 1,2 miliardi nel lungo. Si parla anche di circa 11.000 posizioni di lavoro attivate. La vera sfida però è ciò che resta dopo: fare di Napoli e della Campania uno dei poli di riferimento mondiali del superyachting.

Un’opportunità concreta

La domanda c’è ed è oggi insoddisfatta. Le unità sono sempre più grandi, e nel Mediterraneo mancano ormeggi e servizi adeguati.

Il Golfo parte da una posizione di forza. È uno dei vertici del triangolo del grande yachting, insieme a Saint-Tropez e Porto Cervo. Offre nello stesso raggio di navigazione isole e costiere di fama mondiale, una grande città d’arte, un aeroporto internazionale a pochi minuti dalle banchine e una base del refit già tra le più importanti del Mediterraneo.

Restano però alcuni nodi da sciogliere:

  • l’Italia costruisce più della metà dei superyacht del mondo, ma solo il 6,5% della flotta mondiale batte bandiera italiana;
  • in Campania mancano circa 3.000 posti barca;
  • ogni unità che non trova accoglienza porta i suoi ricavi altrove.

Le proposte

Il progetto Napoli World Yachting indica alcune direttrici di lavoro:

  • un Piano ormeggi per accogliere le grandi unità già nel 2027 e, entro il 2030, un hub diffuso di nuovi posti oltre i 40 metri;
  • un polo del refit riconosciuto a livello internazionale;
  • regole certe e servizi digitali, con uno sportello unico per armatori ed equipaggi;
  • un pacchetto di proposte su fisco, bandiera e territorio, da discutere con le istituzioni;
  • il Naples Standard, un modello di destinazione fondato su certezza dei tempi, sostenibilità, attenzione agli equipaggi e restituzione di valore al territorio, da presentare al mercato internazionale nel 2027.

La Fondazione Napoli World Yachting

Per tenere insieme queste azioni proponiamo la Fondazione Napoli World Yachting, una fondazione di partecipazione pubblico-privata. Riunirà attorno allo stesso tavolo istituzioni, armatori, cantieri, marina, broker, ospitalità, finanza, università e mondo dello sport.

La Fondazione non organizza eventi e non sostituisce amministrazioni e operatori: è una regia di sistema. Ciascuno continua a realizzare i progetti di propria competenza, e la Fondazione li allinea verso un obiettivo comune. Ne misurerà inoltre i risultati attraverso un Osservatorio permanente.

L’obiettivo è che l’America’s Cup lasci a Napoli un’industria del mare di portata mondiale, con ricadute in termini di lavoro, investimenti e competenze per tutto il territorio.

La presentazione «Napoli World Yachting – Dalla regata al Naples Standard»

Restiamo in contatto

Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di interviste ad alcuni dei nostri ospiti sull’idea della Fondazione.

Vuoi ricevere informazioni sull’iniziativa e partecipare?
Scrivici a info@ga-alliance.eu ti terremo aggiornato sui prossimi passi della Fondazione Napoli World Yachting.

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